Armonia negativa: gli accordi allo specchio
Riflettere un accordo su un diametro del disco lo trasforma: un maggiore diventa sempre un minore. L'armonia negativa usa un asse preciso, fra Mi♭ e Mi: Do maggiore diventa Do minore e la dominante diventa una sottodominante minore.
Lo specchio sul disco
Riflettere una nota rispetto a un asse vuol dire portarla dall'altra parte, alla stessa distanza. Sul disco l'asse è un diametro. Il più semplice passa per Do e Fa♯, da ore 12 a ore 6: il Mi, quattro pioli dopo il Do, finisce quattro pioli prima, sul La♭; il Sol finisce sul Fa.
Così Do maggiore, cioè Do, Mi, Sol, diventa Do, La♭, Fa: Fa minore. La riflessione inverte l'ordine degli intervalli: nella triade maggiore la terza maggiore sta sotto e la minore sopra, nel riflesso è il contrario. Per questo una triade maggiore riflessa è sempre una triade minore. Le triadi aumentate e diminuite, fatte di due terze uguali, restano invece dello stesso tipo.
Questa però non è ancora l'armonia negativa: l'asse Do–Fa♯ porta Do maggiore su Fa minore e sposta il centro tonale. L'armonia negativa usa un altro asse, che conserva il centro.
Do maggiore, in rosso, e il suo riflesso sul diametro Do–Fa♯, Fa minore, in bianco. Il Do sta sull'asse e non si muove; le linee ciano, parallele fra loro, collegano ogni nota al suo riflesso.
I modi a coppie
Riflettendo una scala sull'asse che passa per la sua tonica, in Do il diametro Do–Fa♯, si ottiene un modo con la stessa tonica. La scala di Do maggiore, cioè Do ionico, diventa Do frigio: i passi dell'ionico, tono, tono, semitono, tono, tono, tono, semitono, letti al contrario, sono quelli del frigio. Allo stesso modo il lidio diventa locrio e il misolidio diventa eolio.
Fra i sette modi della scala maggiore, il dorico è l'unico che resta se stesso: i suoi passi, tono, semitono, tono, tono, tono, semitono, tono, si leggono uguali nei due sensi. Sul disco Re dorico è simmetrico rispetto al diametro che passa per il Re.
Ionico e frigiospecchio sull'asse Do–Fa♯
Nella prima scheda Do maggiore, in ciano, e Do frigio, in magenta: le linee ciano collegano Re, Mi e Si ai loro riflessi, Si♭, La♭ e Re♭, e anche La e Mi♭, a ore 9 e a ore 3, sono uno il riflesso dell'altro. Do sta sull'asse; Fa e Sol, in viola, si scambiano fra loro. Nella seconda, Re dorico: riflesso sul diametro del Re, ricade su se stesso.
L'asse di Levy e Collier
L'armonia negativa vera e propria usa un altro asse, diverso dal diametro Do–Fa♯. Viene dalle teorie del pianista, compositore e teorico svizzero Ernst Levy sulla polarità fra maggiore e minore: l'asse sta a metà strada fra la tonica e la dominante. In Do passa fra il Mi♭ e il Mi, e dall'altra parte del disco fra il La e il Si♭. Jacob Collier ha reso famosa l'idea con il nome di armonia negativa.
Con questo asse nessuna nota resta ferma: Do e Sol si scambiano, e così Re e Fa, Mi e Mi♭. Do maggiore diventa Sol, Mi♭, Do: Do minore. Il negativo dell'accordo di tonica è la tonica minore: Do resta il centro, cambia solo il modo, da maggiore a minore.
Anche le scale si riflettono, ma le coppie cambiano: con l'asse di Levy la scala di Do maggiore diventa Do minore naturale, cioè l'eolio, il dorico diventa misolidio e il lidio diventa frigio. Nessuna scala di sette note resta se stessa: l'asse non passa per nessuna nota, le note si scambiano a due a due, e sette note non si dividono in coppie.
Do maggiore e il suo negativo, Do minore, entrambi in rosso perché hanno la stessa fondamentale, con l'«1» su Do a ore 12. L'asse passa fra il Mi♭ e il Mi: Do e Sol, in viola, si scambiano fra loro; la linea ciano porta il Mi sul Mi♭.
La cadenza perfetta allo specchio
Con lo stesso asse Sol7 (Sol, Si, Re, Fa) diventa Do, La♭, Fa, Re: Fa m6, cioè Fa minore con la sesta maggiore, le stesse note di Re semidiminuito. La dominante diventa una sottodominante minore.
Così la cadenza perfetta, Sol7–Do, ha come negativo Fa m6–Do minore: una cadenza plagale in minore. Il tritono resta, ma si sposta: Si–Fa diventa La♭–Re. E la sensibile Si, che sale al Do, diventa il La♭, che scende al Sol.
Sol7, in verde, e il suo negativo Fa m6, in bianco, con l'«1» su Do. Re e Fa, in viola, si scambiano fra loro; le linee ciano portano il Sol sul Do e il Si sul La♭. In giallo i due tritoni, Si–Fa e La♭–Re.
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Sul dispositivo, lo specchio è un diametro
Si tende l'elastico su un accordo e, piolo per piolo, si porta ogni vertice dall'altra parte dell'asse, alla stessa distanza. Il secondo elastico disegna il riflesso: lo stesso triangolo, specchiato. Con l'asse fra Mi♭ e Mi, il riflesso è il negativo.
Foto concettuale del metodo, in attesa di fotografia di prodotto dedicata del dispositivo fisico.
Domande frequenti
Che cos'è l'armonia negativa?
Un modo di trasformare gli accordi riflettendoli su un asse fisso, a metà strada fra la tonica e la dominante: in Do passa fra Mi♭ e Mi. Ogni nota va dall'altra parte, alla stessa distanza: Do maggiore diventa Do minore e la dominante, Sol7, diventa una sottodominante minore, Fa m6.
Chi ha inventato l'armonia negativa?
L'idea viene dalle teorie di Ernst Levy sulla polarità fra maggiore e minore, raccolte nel libro postumo A Theory of Harmony, che riprendono il dualismo ottocentesco di teorici come Hugo Riemann. Jacob Collier l'ha resa popolare con il nome di armonia negativa.
Dove passa l'asse dell'armonia negativa?
In Do passa fra Mi♭ e Mi e, dall'altra parte, fra La e Si♭: a metà strada fra la tonica, Do, e la dominante, Sol. In un'altra tonalità si sposta insieme alla tonica.
Qual è il negativo di Sol7?
In Do è Fa m6: Fa, La♭, Do, Re, le stesse note di Re semidiminuito. La cadenza Sol7–Do diventa Fa m6–Do minore.
Perché il dorico è il modo simmetrico della scala maggiore?
Perché i suoi passi, tono, semitono, tono, tono, tono, semitono, tono, si leggono uguali nei due sensi: riflesso sull'asse che passa per la sua tonica resta dorico. Fra i sette modi della scala maggiore è l'unico. Con l'asse dell'armonia negativa, invece, Do dorico diventa Do misolidio.
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