Enarmonia: un suono, più nomi
Do♯ e Re♭ sono lo stesso tasto e lo stesso piolo. Quale nome usare lo decide la scala, un nome per grado: ed è così che nascono anche i doppi diesis e i doppi bemolli.
Un piolo, più nomi
Il diesis alza una nota di un semitono, il bemolle la abbassa di un semitono. Do e Re distano un tono, due semitoni: alzando il Do o abbassando il Re si arriva allo stesso piolo. Nel temperamento equabile Do♯ e Re♭ sono quindi lo stesso suono, sul pianoforte lo stesso tasto: si dicono note enarmoniche, o suoni omologhi.
Sul disco è evidente: il piolo a ore 1 porta C♯ e D♭, i nomi delle due note in notazione inglese, e in piccolo un terzo nome, B♯♯, Si doppio diesis. Lo stesso vale per gli altri pioli dei tasti neri: Re♯ e Mi♭, Fa♯ e Sol♭, Sol♯ e La♭, La♯ e Si♭.
Anche i pioli dei tasti bianchi hanno nomi alternativi, scritti in piccolo: Mi è anche Fa♭, Fa è anche Mi♯, Si è anche Do♭, Do è anche Si♯. Con le doppie alterazioni ne hanno uno anche Re, Sol e La: il Sol, per esempio, è anche Fa doppio diesis e La♭♭.
Il piolo a ore 1, con l'«1» su Do a ore 12: sull'anello delle note porta C♯ e D♭, e in piccolo B♯♯; sull'anello degli intervalli #1 e b2. Più nomi per un suono solo.
Il nome lo decide la scala
Quale nome usare non è una scelta libera. In una scala di sette note, come la maggiore e le minori, ogni nome di nota, da Do a Si, compare una volta sola. In Re maggiore il terzo grado viene dopo il Mi, quindi è un Fa: Fa♯, non Sol♭. E il settimo viene dopo il Si: Do♯, non Re♭.
In La♭ maggiore lo stesso piolo a ore 1 cambia nome: il quarto grado viene dopo il Do, quindi è un Re, Re♭. Lo stesso suono, scritto in due modi diversi in due tonalità diverse.
Re maggioreFa♯ e Do♯, non Sol♭ e Re♭
Re maggiore e La♭ maggiore, con l'«1» e il I dell'anello dei gradi sulla tonica: Re a ore 2, La♭ a ore 8. Il piolo a ore 1 è in tutte e due le scale: in Re maggiore si chiama Do♯, in La♭ maggiore Re♭.
Doppi diesis e doppi bemolli
A volte la regola dei nomi obbliga a un'alterazione doppia. Nella scala di Sol♯ minore armonica il settimo grado è il Fa♯ alzato di un semitono. Suona come un Sol, ma il nome Sol è già usato dalla tonica, e il Fa resterebbe senza nota: si scrive Fa doppio diesis. Sul pentagramma il segno è una piccola x; sul disco è abbreviato F##.
Il doppio bemolle funziona allo stesso modo verso il basso: la settima diminuita su Do è Si♭♭, che suona come un La. Le doppie alterazioni non creano suoni nuovi: danno a un piolo il nome giusto per la scala o l'accordo in cui si trova.
Sol♯ minore armonica, con l'«1» e il I dell'anello dei gradi sul Sol♯, a ore 8. La sensibile cade sul piolo del Sol, a ore 7, sotto l'etichetta «7», la settima maggiore dal Sol♯: sull'anello delle note quel piolo porta anche F## fra i nomi in piccolo.
Il nome suggerisce la direzione
Una nota alterata con un accidente, cioè estranea alla tonalità, tende a proseguire nella direzione dell'alterazione: il Do♯ verso il Re, il Re♭ verso il Do. Le alterazioni in chiave invece non dicono nulla della direzione: in La maggiore il Do♯ è la mediante, una nota stabile.
Per questo, nella scala cromatica, di solito si scrivono i diesis salendo e i bemolli scendendo. È una convenzione, non una legge: in una tonalità si conservano le note della scala, e per le note cromatiche decide la funzione.
Do♯ → Reil diesis sale
Lo stesso piolo a ore 1 con due nomi e due direzioni: come Do♯ è il 7 del Re e sale al Re, a ore 2; come Re♭ è il b2 del Do e scende al Do, a ore 12.
Il metodo è nato dentro una scuola di musica, non in un ufficio
Musigramma è nata all'interno di Musicology, scuola di musica a Modena che adotta il metodo didattico Lizard. È lì che il dispositivo è stato pensato, messo in mano a studenti veri e corretto lezione dopo lezione — ed è lì che si trova la sede di Musigramma.
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Sul dispositivo, i nomi sono già scritti sul disco
L'anello delle note porta due nomi su ogni piolo dei tasti neri e, in piccolo, i nomi alternativi: due sotto ogni piolo dei tasti bianchi, uno sotto quasi tutti i neri. Si sceglie quello giusto contando i nomi della scala.
Foto concettuale del metodo, in attesa di fotografia di prodotto dedicata del dispositivo fisico.
Domande frequenti
Che cosa sono le note enarmoniche?
Note con nomi diversi e lo stesso suono nel temperamento equabile, come Do♯ e Re♭ o Mi e Fa♭. Nella didattica italiana si chiamano anche suoni omologhi. Sul disco stanno sullo stesso piolo.
Quando si usa il diesis e quando il bemolle?
Nelle scale di sette note lo decide la regola dei nomi: ogni nome compare una volta sola. Per le note cromatiche decide la funzione: Fa♯ come sensibile del Sol, Si♭ come settima di Do7 verso il Fa. Nella scala cromatica, di solito, diesis salendo e bemolli scendendo.
A che cosa serve il doppio diesis?
A rispettare la regola dei nomi quando una nota già col diesis va alzata ancora. In Sol♯ minore armonica la sensibile è Fa doppio diesis, che suona come Sol.
Mi diesis e Fa sono la stessa nota?
Sono lo stesso suono, ma non la stessa nota: Do♯–Mi♯ è una terza maggiore, Do♯–Fa una quarta diminuita. Mi♯ si usa per esempio in Fa♯ maggiore e in Fa♯ minore armonica, dove il settimo grado deve chiamarsi Mi, alterato.
Le note enarmoniche sono davvero uguali?
Sul pianoforte e negli strumenti accordati in temperamento equabile sì. Cantanti e archi, liberi di intonare, possono distinguerle di qualche decina di cent, secondo la funzione nella melodia e nell'accordo.
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