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Scale

La scala maggiore: sette note, una forma sola per tutte le tonalità

Tono, tono, semitono, tono, tono, tono, semitono. Sul disco è un eptagono con due lati corti: giralo, porta l'«1» sul vertice della tonica, e hai la scala maggiore su qualunque nota.

Sette note, due sole distanze

La scala maggiore è una sequenza di sette note. In Do: Do, Re, Mi, Fa, Sol, La, Si, e poi di nuovo Do, un'ottava sopra.

Fra una nota e la successiva ci sono due sole distanze possibili: il tono, che vale due semitoni, e il semitono. L'ordine è sempre lo stesso: tono, tono, semitono, tono, tono, tono, semitono. I due semitoni cadono fra il III e il IV grado, Mi–Fa, e fra il VII grado e la tonica all'ottava, Si–Do.

Sul disco le sette note sono i vertici di un eptagono. Non è un eptagono regolare: ha cinque lati lunghi, i toni, e due corti, i semitoni. Quella forma diventa la scala maggiore quando l'«1» sta sul vertice giusto: quello che arriva dopo un lato corto e da cui partono due lati lunghi e poi un altro corto. In ogni tonalità la forma è la stessa.

Do maggiore, con l'«1» su Do a ore 12: sotto le sette note l'anello degli intervalli segna 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7. I due lati corti dell'eptagono sono i semitoni, Mi–Fa fra le ore 4 e 5 e Si–Do fra le ore 11 e 12.

Una forma sola per dodici toniche

Per costruire la scala maggiore su un'altra nota non serve imparare a memoria quali note alterare: si gira l'eptagono finché il vertice della tonica, quello che in Do maggiore sta sul Do, cade sulla nuova nota, e le note sono quelle sotto i vertici.

Insieme all'eptagono si girano l'«1» e il I dell'anello dei gradi. Così sotto le note restano sempre le stesse etichette, 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7: a cambiare sono solo i nomi delle note.

Sol maggiore ha un diesis, il Fa♯; Re maggiore due, Fa♯ e Do♯. Fa maggiore ha un bemolle, il Si♭; Si♭ maggiore due, Si♭ e Mi♭. La forma decide quali pioli usare; il nome lo dà una regola: ogni lettera, da Do a Si, compare una volta sola. Per questo in Sol maggiore il piolo a ore 6 si chiama Fa♯ e non Sol♭.

Do maggiorenessuna alterazione

Cinque scale maggiori: Do, Sol, Re, Fa e Si♭. In ogni scheda l'eptagono è lo stesso, girato, e l'«1» e il I dell'anello dei gradi sono sulla tonica: Do a ore 12, Sol a ore 7, Re a ore 2, Fa a ore 5, Si♭ a ore 10.

Una quinta più in là, cambia un vertice solo

Da Do maggiore a Sol maggiore, una quinta sopra, sei note su sette restano le stesse. Cambia solo il Fa, che sale di un semitono e diventa Fa♯: la nuova sensibile, un semitono sotto il Sol.

Nell'altro verso, da Do maggiore a Fa maggiore, una quinta sotto, cambia solo il Si, che scende a Si♭: la nuova sottodominante, il IV di Fa. È il meccanismo del circolo delle quinte: partendo da Do, a ogni quinta sopra si aggiunge un diesis, a ogni quinta sotto un bemolle, e il resto della scala non si muove.

Do → Soluna quinta sopra · Fa → Fa♯

Due scale sovrapposte, con l'«1» su Do a ore 12: in ciano Do maggiore, in magenta la scala d'arrivo. Le sei note in comune sono viola; la linea ciano segna lo spostamento dell'unico vertice che cambia, di un piolo: Fa–Fa♯ verso Sol maggiore, Si–Si♭ verso Fa maggiore. Le etichette restano riferite a Do: il Fa♯ compare sotto b5, il Si♭ sotto b7.

I nomi dei gradi, e l'unico tritono

Ogni grado della scala ha un nome: il I è la tonica, il II la sopratonica, il III la mediante, il IV la sottodominante, il V la dominante, il VI la sopradominante, il VII la sensibile, perché sta un semitono sotto la tonica e tende a salire.

Fra il IV e il VII c'è l'unico tritono della scala: in Do, Fa–Si, sei semitoni, un diametro del disco. Fa–Si è una quarta aumentata, tre toni; il suo rivolto, Si–Fa, una quinta diminuita. Le due note compaiono entrambe nell'accordo di settima di dominante, Sol7, e quando il V va al I il Fa scende al Mi e il Si sale al Do.

L'eptagono di Do maggiore, con l'«1» su Do a ore 12. La linea gialla unisce il Fa, a ore 5, e il Si, a ore 11: il tritono fra la sottodominante e la sensibile, l'unico diametro che si può tracciare fra due note della scala.

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Musicology — scuola di musica a Modena

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Musigramma è nata all'interno di Musicology, scuola di musica a Modena che adotta il metodo didattico Lizard. È lì che il dispositivo è stato pensato, messo in mano a studenti veri e corretto lezione dopo lezione — ed è lì che si trova la sede di Musigramma.

Conta perché il metodo non è nato a tavolino: ogni spiegazione che leggi qui è stata provata in aula, riscritta nei punti in cui gli studenti si bloccavano, e tenuta solo dove funzionava.

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Sul dispositivo, la scala maggiore è un elastico su sette pioli

Sul dispositivo, la scala maggiore è un elastico su sette pioli

Si tende l'elastico su Do, Re, Mi, Fa, Sol, La e Si. Per passare a Sol maggiore basta spostare un solo vertice, dal Fa al Fa♯: gli altri sei restano dove sono. Girare l'eptagono di sette pioli, una quinta, e spostare quel vertice danno la stessa scala.

Foto concettuale del metodo, in attesa di fotografia di prodotto dedicata del dispositivo fisico.

Domande frequenti

Qual è la formula della scala maggiore?

Tono, tono, semitono, tono, tono, tono, semitono: in semitoni 2, 2, 1, 2, 2, 2, 1. Vale per tutte le tonalità.

Quali sono i nomi dei gradi della scala maggiore?

Tonica, sopratonica, mediante, sottodominante, dominante, sopradominante e sensibile, dal I al VII grado.

Come si costruisce una scala maggiore partendo da un'altra nota?

Si applica la stessa formula dalla nuova tonica, oppure, sul disco, si gira l'eptagono finché il vertice della tonica cade sulla nuova nota. Da Sol: Sol, La, Si, Do, Re, Mi, Fa♯.

Quante alterazioni ha una scala maggiore?

Dipende da quanti passi di quinta dista da Do. Partendo da Do, ogni quinta sopra aggiunge un diesis, ogni quinta sotto un bemolle: Sol maggiore ha un diesis, Re due, La tre; Fa maggiore ha un bemolle, Si♭ due, Mi♭ tre.

La scala maggiore ha un asse di simmetria?

Sì. Sul disco l'eptagono si specchia su un asse che passa per il II grado e per il piolo opposto: in Do, per il Re e per il piolo a ore 8, Sol♯ o La♭, che non fa parte della scala. Ribaltato su quell'asse, l'eptagono ricade esattamente su sé stesso, e l'asse è uno solo.

Scale e Circolo delle Quinte

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