Giro di Do e giro pop: quattro accordi, due modi di girare
Do, La minore, Fa, Sol e Do, Sol, La minore, Fa: sul disco sono gli stessi quattro triangoli. Cambia l'ordine, e con l'ordine cambia il modo in cui il giro torna a casa.
Il giro di Do: Do, La minore, Fa, Sol
Il giro di Do è una sequenza di quattro accordi: Do, La minore, Fa, Sol, cioè I, VI, IV, V. Poi si torna al Do e si ricomincia.
Si chiama giro di Do perché è costruito su Do. Lo stesso schema funziona in ogni tonalità e prende il nome della tonica: in Sol è il giro di Sol, cioè Sol, Mi minore, Do, Re. Nei paesi anglosassoni è nota come «'50s progression» o «doo-wop progression», perché è legata soprattutto al doo-wop americano degli anni Cinquanta, che la usava moltissimo.
Una variante, meno usata, mette il Re minore, il II, al posto del Fa: Do, La minore, Re minore, Sol. Il Re minore e il Fa hanno due note in comune, il Fa e il La, e la stessa funzione, di Sottodominante: preparano il Sol.
1 · DoI grado · 1 · 3 · 5
I quattro accordi del giro di Do dentro l'eptagono di Do maggiore, con l'«1» sulla fondamentale e l'anello dei gradi fermo con il I su Do. Rosso il I, arancione il VI, bianco il IV, verde il V.
Come si muovono le voci nel giro di Do
Dal Do al La minore restano il Do e il Mi, e solo il Sol sale al La, di un tono. Dal La minore al Fa restano il La e il Do, e solo il Mi sale al Fa, di un semitono. Due passaggi su quattro muovono una nota sola.
Dal Fa al Sol non resta niente: cambiano tutte e tre le note, e nella condotta mostrata qui il Do scende al Si, il La al Sol e il Fa, con l'unico salto, di una terza al Re. Poi, dal Sol al Do, il Sol resta, il Si sale al Do e il Re al Mi.
L'ultimo passaggio, dal Sol al Do, è un V–I: il gesto della cadenza perfetta, qui senza settima; con il Sol7, molto usato in questo giro, la spinta verso il Do è ancora più forte. Per questo il giro di Do può anche fermarsi sul Do e suonare chiuso.
Do – La mDo e Mi fermi
I quattro passaggi del giro di Do, con l'«1» su Do a ore 12. I pioli viola sono le note che restano, le linee ciano le voci che si muovono.
Il giro pop: Do, Sol, La minore, Fa
Il giro pop usa gli stessi quattro accordi in un altro ordine: Do, Sol, La minore, Fa, cioè I, V, VI, IV. È lo scheletro di moltissime canzoni pop e rock degli ultimi decenni.
Dentro ci sono due gesti già visti nelle cadenze. Il passaggio dal Sol al La minore è il gesto della cadenza d'inganno: il Si sale al Do, ma al posto del I arriva il VI. Il passaggio dal Fa al Do è quello della cadenza plagale: il Do resta, il Fa scende al Mi e il La al Sol.
Manca invece il passaggio dal V al I: il Sol va sempre al La minore. Per questo il giro pop tende a ripartire invece di chiudere.
Do – SolSol fermo
I quattro passaggi del giro pop, con l'«1» su Do a ore 12: pioli viola le note che restano, linee ciano le voci che si muovono. Il passaggio La minore–Fa è lo stesso del giro di Do.
Stessi accordi, due caratteri
I due giri usano gli stessi quattro triangoli. Insieme toccano tutte e sette le note di Do maggiore, ma nessuno dei quattro accordi, suonati come triadi, contiene il tritono Si–Fa. Comparirebbe con il Sol7, molto usato nel giro di Do.
A cambiare è l'ordine. Nel giro di Do il Sol arriva alla fine e porta al Do: il giro può chiudersi. Nel giro pop il Sol arriva subito e devia sul La minore, e il ritorno al Do avviene dal Fa, con il gesto più morbido della plagale: il giro resta aperto.
I quattro accordi insieme, con l'«1» su Do a ore 12: rosso il I, arancione il VI, bianco il IV, verde il V. Toccano tutti e sette i pioli della scala; il Si, a ore 11, e il Fa, a ore 5, non stanno mai nello stesso triangolo.
Il metodo è nato dentro una scuola di musica, non in un ufficio
Musigramma è nata all'interno di Musicology, scuola di musica a Modena che adotta il metodo didattico Lizard. È lì che il dispositivo è stato pensato, messo in mano a studenti veri e corretto lezione dopo lezione — ed è lì che si trova la sede di Musigramma.
Conta perché il metodo non è nato a tavolino: ogni spiegazione che leggi qui è stata provata in aula, riscritta nei punti in cui gli studenti si bloccavano, e tenuta solo dove funzionava.
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Sul dispositivo, a volte basta spostare un vertice per cambiare accordo
Dal Do al La minore si sposta un solo vertice, il Sol sul La; dal La minore al Fa di nuovo uno solo, il Mi sul Fa. Il triangolo cambia accordo spostando un solo vertice.
Foto concettuale del metodo, in attesa di fotografia di prodotto dedicata del dispositivo fisico.
Domande frequenti
Quali sono gli accordi del giro di Do?
Do, La minore, Fa e Sol: I, VI, IV, V. Spesso il Sol si suona come Sol7. Una variante, meno frequente, usa il Re minore al posto del Fa.
Che differenza c'è fra giro di Do e giro pop?
Usano gli stessi quattro accordi in ordine diverso. Il giro di Do è I–VI–IV–V e torna al Do dal Sol, con un V–I; il giro pop è I–V–VI–IV, va dal Sol al La minore e torna al Do dal Fa.
Come si suona il giro in un'altra tonalità?
Si gira tutto il disegno sul nuovo I, e il giro prende il nome della tonica. In Sol, il giro di Sol: Sol, Mi minore, Do, Re. In Re, il giro di Re: Re, Si minore, Sol, La.
Perché il giro pop sembra non chiudere mai?
Perché al suo interno il Sol non va mai al Do: va al La minore, con il gesto della cadenza d'inganno. Il ritorno al Do arriva dal Fa, più morbido. Molte canzoni finiscono comunque sul Do, ma il giro di per sé tende a ripartire.
Che legame c'è con la progressione di Pachelbel?
Trasportata in Do, la progressione di Pachelbel comincia come il giro pop, Do, Sol, La minore, poi prosegue con Mi minore, Fa, Do, Fa, Sol: otto accordi invece di quattro.
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